Sei proposte per il nuovo millennio.
Le Lezioni americane: una storia che non è mai arrivata alla voce
Nel 1985 Italo Calvino era stato invitato a tenere le Charles Eliot Norton Lectures ad Harvard: sei conferenze pubbliche, una sorta di “cattedra mondiale” della letteratura. Era un riconoscimento enorme: prima di lui l’avevano tenuta Eliot, Borges, Stravinskij, Octavio Paz.
Calvino accettò con entusiasmo. E si mise al lavoro con la precisione che lo contraddistingueva: sei lezioni, ognuna dedicata a un valore della letteratura che lui riteneva essenziale per il nuovo millennio.
Scrisse le prime cinque:
- Leggerezza
- Rapidità
- Esattezza
- Visibilità
- Molteplicità
La sesta, Coerenza (o “Cominciare e finire”, come indicano le sue note), era in lavorazione.
Settembre 1985: la voce si interrompe
Calvino era pronto a partire per gli Stati Uniti. Aveva già il biglietto. Le lezioni erano quasi complete. La sesta ancora da rifinire, ma la struttura c’era.
Il 6 settembre, pochi giorni prima della partenza, fu colpito da un ictus. Morì il 19 settembre, a Siena.
Le lezioni non vennero mai pronunciate. La platea di Harvard non ascoltò la sua voce, non vide le sue immagini mentali, non sentì il suo ragionare ironico e lucidissimo.
1988: le lezioni diventano un libro
Tre anni dopo, la moglie Esther e l’editore Garzanti decisero di pubblicare le cinque lezioni complete, accompagnate da una nota sulla sesta incompiuta.
Il libro uscì con il titolo che Calvino aveva scelto: “Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio”.
La sesta rimase un fantasma: solo appunti, frammenti, intuizioni. Un’opera che parla anche attraverso ciò che manca.
Le lezioni non si sono svolte, ma hanno avuto un destino paradossale:
- non furono mai lette a Harvard,
- ma sono diventate uno dei testi più influenti della teoria letteraria contemporanea;
- non ebbero pubblico in sala,
- ma hanno avuto milioni di lettori nel mondo;
- non furono un evento,
- ma sono diventate un manifesto.
In un certo senso, la morte di Calvino ha trasformato quelle lezioni in qualcosa di ancora più potente: non più conferenze, ma un’eredità.