
Fabio Mantovani è nato a Bologna nel 1970. Professionista dal 1996, attivo nella fotografia di architettura, interni, e corporate. Le sue immagini appaiono su riviste italiane e internazionali come D-Repubblica delle donne, Panorama, Private, Domus, Casabella, The Plan, Elle Decor, Corriere della sera-Living, D-Casa, Vesper, Bauwelt, AW-Archiworld, Modulor, Monocle, Ojo de Pez. Realizza campagne fotografiche per enti, università, committenza privata e studi di architettura italiani e europei. Ha esposto i suoi lavori in vari musei e festival come Museo MAXXI di Roma, Msheireb Museums a Doha, Triennale di Milano, Architecture Salon Hamburg, Festival Europeo di Fotografia-Legnano, World Architecture Festival di Berlino, India Arch Dialogue a Nuova Dehli, RiAperture Photofestival di Ferrara, Festival della fotografia francese di Aix-en-Provence. Ha partecipato alle edizioni 2016, 2018 e 2023 della Mostra Internazionale di Architettura di Venezia.
Nel 2017 è tra i cinque finalisti dell’Arcaid Award, concorso internazionale dedicato alla fotografia di architettura, con una ricerca sul social housing di Hong Kong e vincitore del terzo premio al Tokyo International Photo Award con un reportage sui riti sacri nel Salento.
Nel 2022 è vincitore del prestigioso Loop Design Award (sezione People’s choice) con A.S.A.R.I. un lavoro sul centro di ricerche sulla desertificazione fra Marocco e Mauritania di Laáyoune, progettato dallo studio Bechu di Parigi.
Nel 2023 con lo stesso lavoro ottiene altri due riconoscimenti internazionali con la Special Mention dell’Architizer Award e il Platinum Prize consegnato dall’Houzee Awards.
Sempre nel 2023 vince ancora il Loop Design Award per tre volte, nelle categorie fotografia di architettura, interni, e sezione portfolio, grazie a un lavoro sul West Star bunker di Affi, commissionato dall’università di architettura di Firenze.
Le più importanti pubblicazioni editoriali sono i volumi fotografici “Cento case popolari” a cura di Sara Marini, sull’architettura sociale italiana realizzata tra gli anni ’60 e ’80 da figure come Gregotti, Rossi, De Carlo e Aymonino (Ed.Quodlibet, 2017), “H2O” a cura dell’Istituto dei Beni Culturali, sulle acque della Romagna-Toscana, “6.5 – Una Casa” curato da Piero Orlandi sul tema del terremoto nelle Marche (entrambi Danilo Montanari Editore, 2018), “Rileggere Samonà”, a cura di Laura Pujia sull’opera dell’architetto Giuseppe Samonà, (Edizioni Roma TrE-Press, 2020), “Mille case per Bologna” a cura di Marco Guerzoni, (Ed. Quodlibet, 2021), “Selve in città”, (Mimesis edizioni, 2022), “Buone nuove-Donne in architettura” (Edizioni Marsilio Arte, 2023), sul lavoro di Maria Giuseppina Grasso Cannizzo dalla omonima mostra tenutasi al MAXXI di Roma.